Referendum: propaganda o demagogia?

Forse per la prima volta da quando sono maggiorenne, domenica non andrò a votare. Non certo per motivi ideologici o “partitici”. Ma credo che il Referendum regionale per l’autonomia della Lombardia sia un mix tra propaganda e demagogia. Forse è tra queste due parole che bisognerebbe votare, più che tra un sì (che ovviamente è condiviso da tutti) e un no.

Chiunque abbia approfondito il tema conviene che questo referendum non ha nessuna utilità.
Perché chiede il permesso di fare una cosa (avviare un negoziato con lo Stato per avere più autonomia) che la Costituzione prevede si possa già fare; infatti l’Emilia Romagna lo sta già facendo senza aver indetto nessun referendum.
Perché non si capisce in quali ambiti è opportuno che la Lombardia abbia più autonomia; per alcuni è decisamente opportuno e per altri meno. Se proprio il governo regionale vuole una delega dai cittadini, dica su che cosa e non chieda una delega in bianco.

Le cosiddette “spese per la politica” sono sacrosante; ci mancherebbe. Gli organi e gli istituti democratici hanno bisogno di soldi per funzionare. Ma devono essere “utili”. In questo caso non c’è nessuna utilità, ma solo l’obiettivo di mostrare i muscoli da parte di chi ci governa in Regione, soprattutto con logiche di equilibri all’interno della coalizione di centro-destra (e della Lega Nord). Sono decine di milioni di euro che sono letteralmente buttati dalla finestra e non saranno spesi per altri servizi ai cittadini o investimenti. Compresi i (tanti) soldi spesi per comprare un’attrezzatura che sarà usata una sola volta (tra l’altro non si tratta affatto di tablet, ma di apparecchi realizzati per essere usati durante le elezioni, e che quindi non potranno essere riutilizzati dalle scuole in nessun modo), poiché non penso proprio che potranno essere reimpiegati in altre elezioni che dipendono non dalla Regione ma dal Ministero dell’Interno.

Altra cosa che mi dà molto fastidio è l’ennesima bufala propagandistica, quella del “residuo fiscale” che resterebbe ai Lombardi. Non solo il Referendum non serve a nulla in tal senso. Ma la materia fiscale non può essere neppure oggetto dell’eventuale trattativa che si avvierà con lo Stato.

Per queste ragioni non andrò a votare. Le elezioni sono una cosa seria e importante, e non uno strumento da utilizzare per fare strategia politica e campagna elettorale (con i soldi pubblici tra l’altro) con qualche mese di anticipo.

In ogni caso il tema delle competenze tra Stato e Regioni è sicuramente da affrontare, ma non lasciando che ogni Regione tratti autonomamente per conto suo. Altrimenti da un lato si criticano le regioni a statuto speciale, e dall’altro si ambisce a diventare come loro.

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